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Leggi, regolamenti, normative, documenti sulla scuola

Il Consiglio di Istituto

Posted by comitatoscuolabertacchi su 26 ottobre 2009

Cos’è il Consiglio di Istituto?
Il C.d.I. è l’organo di indirizzo e di gestione degli aspetti economici e organizzativi
generali della scuola. In esso sono rappresentate tutte le componenti dell’Istituto (docenti, studenti,
genitori e personale non docente) con un numero di rappresentanti variabile a seconda delle
dimensioni della scuola.

Nelle scuole con popolazione scolastica superiore a 500 alunni i componenti sono 19:
– otto rappresentanti del personale docente
– due rappresentanti del personale A.T.A.
– quattro rappresentanti dei genitori
– quattro rappresentanti degli alunni
Il Dirigente scolastico è membro di diritto del C.d.I. che, secondo l’attuale normativa, è presieduto
da un genitore e si rinnova con cadenza triennale tramite ELEZIONI (vedi).
Cosa fa il Consiglio di Istituto?
Le attribuzioni del Consiglio sono descritte dal Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n.°
297 “Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di
ogni ordine e grado” (art. 10). In particolare il C.d.I.:
a) Elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di AUTOFINANZIAMENTO
(vedi) della scuola
b) Delibera il PROGRAMMA ANNUALE, ex bilancio, (vedi) e il conto consuntivo; stabilisce
come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico
c) Delibera in merito all’adozione e alle modifiche del REGOLAMENTO INTERNO
dell’istituto (vedi)
d) Stabilisce i criteri generali in merito a:
– acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche, dei sussidi
didattici (audio-televisivi, libri) e di tutti i materiali necessari alla vita della scuola;
– attività negoziale del Dirigente Scolastico (contratti, convenzioni, utilizzo locali
scolastici da parte di Enti o Associazioni esterne, assegnazione di borse di studio);
– partecipazione dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative, nonché allo
svolgimento di iniziative assistenziali;
– organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola, comprese le
attività para/inter/extrascolatiche (calendario scolastico, programmazione educativa,
corsi di recupero, visite e viaggi di istruzione, ecc.), nei limiti delle disponibilità di
bilancio;
e) Definisce gli INDIRIZZI GENERALI DEL POF (vedi) elaborato dal Collegio Docenti
(DPR 275/99);
f) ADOTTA il P.O.F. (vedi)
g) Indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione dei singoli
docenti alle classi (D.Lgs. 59/03 Art. 7 comma 7) e al coordinamento organizzativo dei
consigli di classe
h) Stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi (orari di sportello, tempi di
risposta per documenti, ecc.) ed esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e
degli edifici scolastici.
Il C.d.I. nella sua prima seduta, elegge, tra i suoi membri, una Giunta Esecutiva.
Su tematiche particolarmente complesse è possibile costituire una Commissione Mista.

Cos’è la Giunta esecutiva?
È un organo esecutivo: tra i suoi compiti vi è, ad esempio, quello di controllare la corretta
applicazione delle delibere del C.d.I.; inoltre, deve essere bene informata sulle esigenze della scuola
e saperne recepire le varie istanze, ponendosi sempre al servizio del Consiglio.
La Giunta viene rinnovata, come il C.d.I., ogni tre anni tramite elezioni e negli istituti di istruzione
secondaria superiore è composta da: un genitore, uno studente, un insegnante, un rappresentante del
personale A.T.A. Sono membri di diritto della Giunta il Dirigente Scolastico, che la presiede in
rappresentanza dell’istituto, e il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi (D.S.G.A.), che
svolge anche funzioni di segretario della Giunta.
È possibile invitare alla Giunta Esecutiva il Presidente del Consiglio d’Istituto, formalmente come
uditore.
Cosa fa la Giunta esecutiva?
Predispone il programma annuale e il conto consuntivo, prepara i lavori del Consiglio di
Istituto, esprime pareri e proposte di delibera, cura l’esecuzione delle delibere, propone al C.d.I. il
programma delle attività finanziarie allegando un’apposita relazione e il parere di regolarità
contabile del Collegio dei Revisori, predispone il materiale necessario alla corretta informazione dei
Consiglieri.
Può avere competenze riguardo i provvedimenti disciplinari a carico degli alunni: le deliberazioni
sono adottate su proposta del rispettivo Consiglio di classe, secondo procedure definite dal
Regolamento.
La Giunta predispone l’O.d.G. del Consiglio tenendo conto delle proposte formulate dal Presidente,
dai singoli Consiglieri, dai Consigli di Classe, dal Collegio dei Docenti e dalle Assemblee dei
Genitori.
Rispetto alle proposte della Giunta, organo esecutivo, il Consiglio, organo deliberante, ha
comunque il diritto di iniziativa, ovvero la possibilità di deliberare in modo diverso rispetto alle
proposte fatte dalla Giunta.
Il genitore che partecipa alla giunta dovrebbe avere una particolare sensibilità e
formazione per portare istanze e proposte dei genitori, per chiedere approfondimenti e
documenti su temi complessi, per comunicare gli argomenti in preparazione, per non
accontentarsi di un lavoro delegato al Dirigente o alla Segreteria.
Cos’è e cosa fa una Commissione?
Su tematiche particolarmente complesse, dove risultasse necessario o utile sviluppare
momenti di confronto, lavoro comune, indagine e ricerca, analisi e proposte, il C.d.I. può costituire
gruppi di lavoro con un preciso mandato. Laddove possibile, è opportuno cercare di formare
Commissioni miste, composte cioè da più componenti (docenti, genitori, studenti). Pur nella
ristrettezza dei tempi disponibili, la Commissione può garantire al Consiglio un adeguato momento
di approfondimento che dà qualità all’informazione, alla consultazione, al confronto, al processo
decisorio.

Come si diventa Presidente del Consiglio d’Istituto?
Il Presidente è eletto alla prima riunione del Consiglio, mediante votazione
segreta, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio: i genitori in
questo caso sono contemporaneamente elettori e candidati. All’elezione partecipano tutte le altre
componenti del Consiglio.
In prima votazione il Presidente è eletto a maggioranza assoluta dei votanti (metà + 1 dei
componenti) altrimenti, in seconda votazione, a maggioranza relativa (metà + 1 dei presenti).
Il Consiglio può deliberare di eleggere, con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente,
anche un Vice Presidente che assumerà le attribuzioni del Presidente in caso di sua assenza. In caso
di assenza anche del Vice Presidente, le attribuzioni del Presidente sono esercitate dal Consigliere
genitore più anziano.
Quando il Presidente decade dalla carica, si deve procedere a nuova elezione.
• Succede spesso che un genitore sia quasi costretto a candidarsi come Presidente di
C.d.I. “perché altrimenti non lo fa nessuno”. Una volta eletto, tuttavia, può
riscoprire motivazioni, capacità, potenzialità e tutte le altre doti indispensabili per
svolgere il suo ruolo: attenzione, competenza, consapevolezza, disponibilità,
diplomazia, entusiasmo, sensibilità.
• Ricordate: il Presidente NON È SOLO, e non va lasciato solo.
• Il candidato ideale riesce a far convergere su di sé il voto di tutte le componenti
scolastiche senza ricorrere a forzature o imposizioni: non è certo buona cosa,
infatti, dare l’avvio ad un nuovo C.d.I. partendo da un conflitto.
Che cosa fa il Presidente del Consiglio d’Istituto?
Convoca il C.d.I. su richiesta del Dirigente Scolastico, della Giunta Esecutiva, di
almeno un terzo dei Consiglieri o di sua iniziativa e a sua discrezione, se la
richiesta proviene da meno di un terzo dei Consiglieri. Soltanto la prima
convocazione del Consiglio è disposta e presieduta dal Dirigente Scolastico (di solito fino
all’elezione del Presidente).
Egli presiede e cura l’ordinato svolgimento delle sedute del Consiglio, affidando ad un membro del
Consiglio – oppure a turno a più membri – le funzioni di Segretario per la redazione dei verbali (da
firmare in un registro a pagine precedentemente numerate).
In caso di votazioni e di delibere con esito di parità, il voto del Presidente vale doppio.
Il Presidente scioglie la seduta in mancanza del numero legale dei Consiglieri; può sospenderla
temporaneamente per esaminare delibere e mozioni. È altresì sua facoltà, dopo aver dato gli
opportuni avvertimenti, allontanare chiunque, nel pubblico (in genere non ce n’è mai), sia causa di
disordine ed eventualmente proseguire la seduta in forma non pubblica.

Qual è il ruolo dei vari componenti del C.d.I.?
• Presidente                      conduce la riunione
• Dirigente Scolastico            illustra le proposte della Giunta; rappresenta
l’amministrazione
• Studenti
• Genitori                      discutono e formulano proposte, rappresentando le
• Docenti                       rispettive componenti
• Personale ATA
Scadenze importanti e temi particolari
√ programma annuale (revisori per la parte economica; Giunta per la predisposizione
della relazione accompagnatoria; componenti per l’analisi qualitativa, in confronto
con POF, risorse e priorità)
√ conto consuntivo (revisori per la parte economica; Dirigente e DSGA per la
predisposizione della relazione, discussione in Giunta, discussione ed approvazione del
Consiglio per confronto qualitativo fra programma previsto e sua realizzazione)
√ linee d’indirizzo per il P.O.F. (rilettura ragionata, eventuale introduzione di modifiche e/o
integrazioni )
√ verifica intermedia programma annuale (il monitoraggio in corso d’anno permette di
conoscere lo sviluppo dei progetti)
√ assemblee d’istituto, monte-ore, cogestione, autogestione, attività proposte dagli studenti
√ criteri per l’organizzazione degli interventi didattici, educativi integrativi (IDEI), ossia le
attività di recupero, sostegno e potenziamento
√ viaggi e visite di istruzione
Regolamento C.d.I.
Fatto salvo quanto previsto dalla normativa nazionale, ogni istituto può stabilire regole
interne per disciplinare le riunioni del C.d.I. Queste regole possono riguardare, ad
esempio, le modalità per la convocazione del Consiglio, le variazioni dell’O.d.G.
predisposto dalla Giunta, l’inserimento di punti di discussione nelle “varie ed eventuali”, la validità
delle sedute e delle deliberazioni, ecc.
Un esempio di regolamento di C.d.I. è reperibile al sito:

PICCOLO VOCABOLARIO
∗ ADOZIONE del P.O.F.: l’adozione è un atto formale, in quanto il P.O.F. viene
elaborato e modificato dal Collegio Docenti recependo le istanze e i bisogni formativi della
comunità, delle istituzioni, del territorio, delle associazioni, dei genitori e degli studenti. Ciò non
toglie che il passaggio in Consiglio determini una responsabilità di Istituto, fornendo l’idea
sull’educazione e la formazione che in quella scuola viene offerta, identificando una evidente
capacità progettuale oppure di basso profilo, verificando che gli indirizzi generali siano
concretizzati.
∗ AUTOFINANZIAMENTO: il C.d.I. ha personalità giuridica, quindi delibera su contratti
pluriennali, adesione a reti di scuole, accordi interistituzionali, accensione di mutui, accettazione
di donazioni, ecc. I fondi necessari per l’attività dell’Istituto provengono da trasferimenti
Ministeriali (spesso scarsi e in ritardo), da altri Enti e dalle famiglie come, ad esempio:
contributi di iscrizione, versamenti per viaggi, attività integrative, ecc. In alcuni casi – e dove
presente – l’Associazione Genitori sostiene iniziative formative e progetti propri o della scuola.
∗ INDIRIZZI GENERALI PER IL POF: in particolare il C.d.I. individua la mission di Istituto
(ossia gli indirizzi generali, le linee portanti che ispirano l’offerta formativa), stabilisce priorità,
valuta e segnala gli aspetti che necessitano di attenzione. Una rilettura dei criteri ad opera di un
nuovo Consiglio di Istituto può essere opportuna e utile per ricondurre i confronti e le decisioni
alla necessaria visione di istituto ed ai valori che esprime.
∗ PROGRAMMA ANNUALE (ex bilancio) e CONTO CONSUNTIVO: sono vistati dal
Collegio dei Revisori che danno garanzia di correttezza formale. Contiene la parte che definisce
come acquisire risorse (dal Ministero, da altri Enti, dalle famiglie                                 vedi
AUTOFINANZIAMENTO) e come destinare risorse al P.O.F. per progetti e attività; in base alle
necessità obbligate e alle priorità stabilite, decide dove vanno impiegate le risorse. Con il Conto
Consuntivo viene predisposta una Relazione Conclusiva che relaziona quantitativamente
(bilancio) e qualitativamente (progetti finanziati, risultati raggiunti, rispondenza fra il
programma previsto e la sua realizzazione nel corso dell’anno, …).
REGOLAMENTO INTERNO: ogni istituzione cerca di regolare la convivenza civile

mediante regole e procedure per poter “funzionare” con efficienza ed efficacia. Anche le regole
hanno principi ispiratori che vengono stabiliti o modificati congiuntamente dal C.d.I. ascoltando
le proposte delle varie componenti. Recentemente i giornali hanno focalizzato l’importanza del
regolamento di disciplina che ogni istituto delibera autonomamente (v. anche Regolamento
C.d.I.).
• Basta riflettere con consapevolezza su queste cinque voci per comprendere
l’importanza del ruolo di ciascuno in un C.d.I. attento al miglioramento
complessivo, in una visione di istituto.
• C’è spazio di iniziativa, studio, ricerca e proposta per ogni componente. La
capacità di rappresentanza dei genitori eletti in Consiglio d’Istituto presuppone
un collegamento con i rappresentanti di classe ed il Comitato Genitori.
• È possibile conoscere per tempo la tempistica con le principali scadenze, così da
poter organizzare i lavori del Consiglio in tempo utile e non sull’urgenza. È
possibile separare momenti di decisione “obbligata” (es. registrare variazioni di
bilancio) da incontri mirati all’analisi di tematiche più complesse.

ALCUNI CONSIGLI PER PRESIDENTI NEOELETTI (O ASPIRANTI TALI)
…validi per chiunque intenda risparmiare tempo avvalendosi delle esperienze e delle
fatiche di “vecchi genitori” che hanno scoperto come fare… facendolo.
a) Rapporti con il Dirigente – Incontrare e conoscere il Dirigente Scolastico per inquadrare il tipo
di rapporto che sarà possibile instaurare: si spera il più possibile improntato alla disponibilità, al
dialogo e al confronto e non irrigidito nel convenzionalismo burocratico o, peggio, nella
contrapposizione ad ogni costo. Spiegare cosa ci si aspetta dal lavoro del Consiglio e ascoltare
cosa il Dirigente si aspetta da voi.
b) Conoscere – Essere preparati aiuta a svolgere con competenza il proprio ruolo: è fondamentale
quindi conoscere il regolamento di istituto, le norme che riguardano il Consiglio, i contenuti del
P.O.F. e l’organigramma d’istituto; può risultare utile consultare i verbali delle sedute
precedenti. Avere consapevolezza del proprio ruolo: ascoltare, mediare, informarsi, dibattere
documentando le proprie riflessioni e percorsi, con il massimo rispetto del lavoro altrui e
soprattutto delle persone; e poi prendere le decisioni che si ritengono giuste. Con un’avvertenza:
non si è nel Consiglio solo per rivendicare, ma per contribuire a costruire la comunità scolastica
che, con i suoi limiti e le sue ricchezze, consenta la migliore formazione possibile agli studenti.
c) Rapporti con il Consiglio – È possibile chiedere di dedicare una seduta all’informazione e alla
formazione su tempi e compiti del Consiglio, così che ognuno sappia e condivida. Non è detto
infatti che i docenti eletti abbiamo maggiore conoscenza del ruolo da svolgere in Consiglio;
certamente la formazione aiuta genitori e studenti. Ai punti successivi alcuni aspetti importanti
da condividere:
√ Ordine del giorno e riunioni: ogni componente deve rivolgersi ai propri rappresentanti nella
Giunta Esecutiva per segnalare temi da discutere, proposte, problemi, ecc. Altre regole sono
stabilite dal Regolamento che può essere distribuito per iniziativa della scuola oppure su
richiesta. Curare che le sedute si svolgano in orari che favoriscano la partecipazione di tutte le
componenti (genitori, docenti, studenti, personale A.T.A.). È possibile organizzare sedute di
ricerca/studio per analizzare temi cruciali. Le decisioni sono prese a maggioranza dei
presenti, con il doppio valore al voto del Presidente in caso di parità.
√ Modalità di lavoro: definire le modalità di lavoro per assicurarsi di avere informazioni e
documenti in tempo utile prima della riunione, poter approfondire temi complessi anche con
commissioni miste di lavoro prima di arrivare alle delibere, poter avere accesso alla scuola se
la si vuole conoscere dall’interno.
d) Rapporti con gli altri genitori – È meglio fare sistema, lavorando almeno con i rappresentanti
attraverso il Comitato Genitori, la bacheca, una cassetta postale, una mailing list, incontri
periodici. L’obiettivo è quello di informarsi e rendersi consapevoli delle problematiche da
segnalare, per evitare che il Presidente e i genitori del Consiglio rappresentino se stessi anziché
la maggioranza.
e) Rapporti con i docenti – Relazionarsi anche in modo informale o tramite il Comitato Genitori
per stimolare la collaborazione, attivare iniziative e scambiare esperienze in modo fruttuoso.
f) Rapporti con l’esterno – Aggiornarsi e guardare all’esterno: conoscere ciò che avviene negli
altri istituti e sul territorio, partecipare a convegni, riunioni o semplicemente leggere “di scuola”
allarga gli orizzonti, aiuta a diventare sempre più propositivi e ad acquisire l’esperienza
necessaria per migliorare l’operato dei genitori impegnati nella scuola e divenire risorsa
preziosa e qualificata. Gli strumenti non mancano: siti internet e riviste specializzate, corsi,
convegni, incontri organizzati da Coor.Co.Ge. e USP, sportelli genitori, mailing list, manuali,
ecc. ecc. ecc.
g) Infine, ricordate che il Presidente non rappresenta solo i genitori, ma tutto l’Istituto.

NORME DI RIFERIMENTO
Per quanto non esplicitamente previsto dalla legge, vale quanto riportato nel
Regolamento di Istituto o nel Regolamento del C.d.I. (ove esistente).
In particolare si vedano:
• Decreto Interministeriale 1 febbraio 2001, n. 44 – Regolamento concernente le “Istruzioni
generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”
• Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 – “Testo Unico delle disposizioni legislative in
materia di istruzione”
• Decreto Interministeriale 28 maggio 1975 – “Istruzioni amministrativo-contabili per i circoli
didattici, gli istituti scolastici d’istruzione secondaria ed artistica statali e per i distretti scolastici”
• Circolare Ministeriale 16 aprile 1975, n. 105: “Applicazione del regolamento tipo nelle more
dell’adozione del regolamento interno”
• Ordinanza ministeriale 15.7.1991, n. 215 “Testo unificato delle disposizioni concernenti le
elezioni degli organi collegiali a livello di circolo-istituto”

FONTI
Per redigere questo vademecum si è tenuto conto delle riflessioni e delle
esperienze maturate da genitori che, proprio come voi che state leggendo, hanno
provato a giocarsi con passione nella scuola, tracciando alcuni percorsi sui quali altri possono a loro
volta costruire il miglioramento. Si sono inoltre consultati i seguenti siti web:
Normativa: http://www.edscuola.com
Informazioni, domande e risposte: http://www.comitatigenitori.it
Regolamento C.d.I.: http://www.liceoberchet.it/informazioni/regolamenti/cons_istit.htm

LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI SUL CONSIGLIO DI ISTITUTO
Domanda: “Chi decide l’annullamento di elezioni del Consiglio d’Istituto per accertate irregolarità
procedurali (trasferimento schede da scrutinare al seggio n.1); modifica verbali scrutinio di altri
seggi da parte del n.1; arbitraria ripetizione spoglio schede di altri seggi da parte del seggio n.1)?”
Risposta: “L’articolo 40 dell’Ordinanza Ministeriale 5/10/1976 stabilisce che “i rappresentanti
delle liste dei candidati ed i singoli candidati che ne abbiano interesse possono presentare ricorso avverso i risultati delle
elezioni, entro 10 giorni dalla data di affissione degli elenchi relativi alla proclamazione degli eletti, alla commissione
elettorale di istituto”.
Verificate eventuali irregolarità è la stessa commissione elettorale a far ripetere le elezioni.”
Domanda: “Le decisioni del Consiglio di Istituto possono essere visionate dal singolo genitore? E, in caso
affermativo, dove si possono richiedere?”
Risposta: “L’articolo 43 del decreto Legislativo 297/94 stabilisce che “gli atti del consiglio di circolo o di
istituto sono pubblicati in apposito albo della scuola” e che gli stessi sono sottoposti alla normativa della legge 241/90
sulla trasparenza. Il che vuol dire che quegli atti sono pubblici e quindi tutti ne possono prendere visione. In particolare,
chi ne abbia diritto – come per esempio i genitori degli alunni – può chiederne fotocopia ai sensi della legge 241/90. La
richiesta va indirizzata al preside. Occorre precisare che l’obbligo di pubblicità viene interpretato in senso restrittivo
(solo le delibere del C.d.I.) o in senso ampio (l’intero verbale delle sedute). È invece vietata la pubblicità di qualsiasi
riferimento che possa essere considerato violazione della Privacy.”
Domanda: “Gradirei sapere se i soggetti che possono chiedere la convocazione del Consiglio d’Istituto al
Presidente sono:
– Presidente;
– Dirigente Scolastico;
– La maggioranza dei membri del Consiglio.”
Risposta: “L’articolo 11 della C.M. n. 105/75 stabilisce che “il consiglio di istituto è convocato dal presidente del
consiglio stesso. Il presidente del consiglio è tenuto a disporre la convocazione del consiglio su richiesta del presidente
della giunta esecutiva (quindi il dirigente scolastico) ovvero della maggioranza dei componenti del consiglio stesso.
Quindi è giusto quanto sostenuto nel quesito proposto.”
Domanda: “Come procedere per coprire i posti lasciati vacanti in C.d.I. perché i membri sono decaduti,
dimissionari, ecc.?”
Risposta: “La procedura è la seguente: se il Consiglio è in scadenza, avendo esaurito il ciclo di tre anni, si
devono rieleggere tutti i membri. Se il Consiglio non è in scadenza, i casi sono due:
a) se ci sono genitori che hanno avuto preferenze ma non sono stati eletti, subentrano automaticamente i primi non
eletti;
b) se non ci sono genitori “di riserva”, bisogna procedere ad elezioni suppletive per i soli posti vacanti.”
Domanda: “Un insegnante può far parte del Consiglio d’Istituto per la componente genitori se il figlio
frequenta lo stesso istituto?”
Risposta: “Sì, non esiste alcuna incompatibilità. Ma resta una questione di opportunità sul fatto che i docenti,
già istituzionalmente maggioranza relativa all’interno dei Consigli d’istituto, ricoprano ulteriori posti nella veste di
genitori.”
Domanda: “Elezioni Consiglio d’Istituto. Presenza di una sola lista: se si verifica un risultato di parità tra due
candidati, quali sono i criteri di scelta tra i due?”
Risposta: “Trattandosi di candidati di una stessa lista, “in caso di parità del numero di voti di preferenza, sono
proclamati eletti i candidati secondo l’ordine di collocazione nella lista”. Così stabilisce l’articolo 44.7 dell’ordinanza
ministeriale numero 215/91.”
Domanda: “Può il Dirigente scolastico decidere autonomamente di non applicare una deliberazione del C.d.I.?
Esempio: a novembre il C.d.I. delibera la settimana corta per gli ultimi 3 mesi. A marzo il preside, senza
sentire il consiglio di istituto, rinvia tutto all’anno successivo. È regolare?”
Risposta: “NO. L’articolo 5.2 del D.P.R. 275/99 “Regolamento dell’autonomia” demanda alle “istituzioni scolastiche”
(e non quindi al solo preside) gli adattamenti del calendario. E l’articolo 10.c del Decreto legislativo 297/94 “Testo
unico delle leggi sulla scuola” precisa che la competenza in materia è del consiglio di istituto. Al quale consiglio di
istituto spetta eventualmente il potere di modificare o revocare la delibera a suo tempo presa.”

ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO
Alcuni rapidi suggerimenti per affrontare le elezioni e gli adempimenti burocratici.
– Il presidente del C.d.I. (o i genitori uscenti) o il Comitato Genitori o i genitori
che intendono candidarsi devono organizzare per tempo (settembre) un’assemblea,
preferibilmente alla presenza del Dirigente Scolastico, per spiegare le funzioni del
Consiglio, informare che ci saranno le elezioni e che si sta costituendo una lista. Questa prima
riunione serve anche per comprendere se e quali problemi sono maggiormente sentiti e condivisi tra
i genitori e darà lo spunto per stilare il “programma elettorale”.
– È necessario trovare i genitori che entreranno a far parte della Commissione elettorale (vedi) e gli
scrutatori per i seggi.
– Si raccolgono i nominativi di quanti si vogliono candidare (possono candidarsi anche i genitori
non rappresentanti di classe) e si concorda una data per stendere e discutere un programma di
massima e decidere un MOTTO che caratterizzi la lista (o le liste).
– La segreteria fornisce il modulo per presentare la lista (da compilare con i dati dei candidati).
– Se gli elettori sono più di 100 (come nel caso della componente genitori) la lista deve essere
presentata da almeno venti genitori, diversi dai candidati, che fungono da “presentatori di lista”.
TUTTE le firme devono essere autenticate, sia quelle dei presentatori sia quelle dei candidati. Per
questa formalità vi sono differenze tra scuola e scuola (consultare il Dirigente Scolastico).
Commissione elettorale
La commissione elettorale è composta da 5 membri designati dal Consiglio di
Istituto: 2 docenti, 2 genitori, 1 personale A.T.A. Nel caso in cui il Consiglio non
proceda alla designazione, la nomina avviene da parte del Dirigente Scolastico.
La commissione, che prevede un Presidente e un Segretario, deve essere nominata 45 giorni prima
delle elezioni: il Presidente viene eletto a maggioranza dei componenti, il Segretario è nominato dal
Presidente.
La commissione elettorale, entro 35 giorni prima delle elezioni, riceve dal Dirigente gli elenchi
aggiornati degli elettori suddivisi per componenti e in ordine alfabetico. Gli elenchi definitivi
devono essere pubblicati entro 25 giorni dalle elezioni.
La commissione ha il compito di controllare la regolarità degli elenchi e di valutare eventuali
ricorsi, che devono pervenire alla commissione entro 5 giorni dall’affissione all’albo degli elenchi.
Liste
Le liste devono essere presentate alla segreteria da uno dei firmatari tra le ore 9,00 del 20° giorno
e le ore 12,00 del 15° giorno prima delle elezioni.
Ogni lista verrà contrassegnata con un numero romano, in ordine di presentazione.
Propaganda elettorale
Una volta costituita e consegnata la lista e formulato il programma definitivo se si
desidera fare propaganda elettorale è bene organizzare un incontro di
presentazione. Ricordare che:
a.     I programmi possono essere illustrati soltanto dai presentatori di lista, dai candidati, dalle
organizzazioni sindacali e dalle associazioni dei genitori e professionali riconosciute dal
Ministero per le rispettive categorie da rappresentare.

b.     Le riunioni per la presentazione dei candidati e dei programmi possono essere tenute dal 18° al
2° giorno antecedente a quello fissato per le votazioni. Nello stesso periodo sono messi a
disposizione appositi spazi per l’affissione degli scritti riguardanti l’illustrazione dei
programmi. È consentita la distribuzione, nei locali della scuola, di scritti relativi ai
programmi.
c.     Le richieste per le riunioni vanno presentate al Dirigente Scolastico entro il 10° giorno
antecedente a quello fissato per le votazioni.
d.     Per le elezioni dei rappresentanti nel C.d.I. è un diritto tenere riunioni negli edifici scolastici,
purché al di fuori dell’orario di apertura della scuola. Dette riunioni sono riservate agli elettori
delle varie categorie da rappresentare negli organi collegiali.
Si ha diritto ad affiggere nell’aula dove si svolgono le elezioni e nell’atrio, un cartello riportante il
numero, il motto e l’elenco dei candidati della lista.
Voto e scrutinio
Si può votare la sola lista oppure scegliere fino a due candidati, purché della stessa
lista. Le schede dove sono espresse preferenze a candidati appartenenti a liste diverse
sono valutate secondo quanto descritto all’art. 43 (cap. 5, 6, 7, 8, 9) dell’Ordinanza
Ministeriale n. 215 del 15.07.1991.
Alla chiusura delle elezioni ciascun seggio provvede allo scrutinio. È possibile presenziare alle fasi
di scrutinio per controllare la regolarità delle operazioni nominando un rappresentante di lista.
Lo scrutinio finale, in cui vengono sommate tutte le preferenze, deve essere effettuato nel seggio
elettorale n°1 alla presenza di altri due membri scelti dal D.S. tra i componenti degli altri seggi.
Dapprima si effettua il conteggio PER LISTA, calcolando le preferenze ottenute da ciascuna lista.
Le schede così suddivise vengono poi riesaminate per conteggiare i voti di preferenza per ciascun
candidato. Vi possono essere schede dove è stata votata la sola lista, senza indicare i candidati:
queste schede valgono solo per il primo conteggio.
Attribuzione dei voti
Il numero di Consiglieri per ciascuna lista viene stabilito in base al numero delle preferenze di lista,
diviso per 1, 2, 3, 4 … Un esempio ci aiuterà a capire come ci si comporta nel caso di più liste.
Ipotizziamo che la Lista I abbia preso 900 voti e la Lista II ne abbia presi 400: dividendo 900 e 400
per 1, 2, 3, ecc. si ottengono i seguenti numeri:
Lista I: 900, 450, 300, 225, 180, 150, …
Lista II: 400, 200, 133, 100, 80, 66, …
Per la componente genitori (o studenti) si considerano i 4 numeri più alti (perché i genitori – o gli
studenti – in C.d.I. sono 4). Nel caso sopra riportato si considerano quindi: 900, 450, 400, 300.
Poiché tre dei numeri più alti sono della Lista I (900, 450, 300) ad essa vengono assegnati 3
consiglieri, mentre alla Lista II spetta un solo consigliere (400). Se si fosse trattato della
componente docenti si sarebbero considerati i primi 8 numeri più alti (900, 450, 400, 300, 225, 200,
180, 133) perché i docenti nel C.d.I. sono 8; alla lista I sarebbero andati quindi 5 consiglieri mentre
3 consiglieri sarebbero spettati alla lista II. I Consiglieri vengono scelti in base alla graduatoria
interna alla lista, stabilita dalle singole preferenze ricevute. In caso di parità di punteggio fra
candidati della stessa lista si tiene conto dell’ordine di collocazione nella lista.
Contestazioni
Nel caso di contestazioni sullo svolgimento delle elezioni e/o degli scrutini,
qualsiasi ricorso va indirizzato alla Commissione Elettorale entro 5 giorni dalla
data di affissione degli elenchi di proclamazione degli eletti. La Commissione
deve rispondere entro 5 giorni.

Convocazione primo Consiglio
Il primo Consiglio è convocato dal Dirigente Scolastico e l’ordine del giorno prevede la nomina del
Presidente, del Vicepresidente (facoltativo) e dei membri della Giunta Esecutiva.
Normativa di riferimento
Ordinanza ministeriale 15.7.1991, n. 215 “Testo unificato delle disposizioni
concernenti le elezioni degli organi collegiali a livello di circolo-istituto”
Prospetto delle scadenze dei principali adempimenti
Entro il 45° giorno antecedente le votazioni
Indizione delle elezioni
Costituzione o rinnovo delle commissioni
Entro il 45° giorno antecedente le votazioni
elettorali di istituto
Comunicazione alle commissioni elettorali
Entro il 35° giorno antecedente le votazioni
dei nominativi degli elettori
Entro il 25° giorno antecedente le votazioni
Pubblicazione elenchi elettorali definitivi
Dalle ore 9,00 del 20° giorno e non oltre le ore
Presentazione delle liste dei candidati
12,00 del 15° giorno antecedente le votazioni
Dal 18° al 2° giorno antecedente le votazioni
Propaganda elettorale
Entro il 10° giorno antecedente le votazioni
Richiesta al D.S. per riunioni
Non oltre il 5° giorno antecedente le votazioni
Nomina dei seggi
dalle ore 8,00 alle ore 12,00 della domenica e
Votazioni
dalle ore 8,00 alle ore 13,30 del lunedì
Non si è nel Consiglio di Istituto solo per rivendicare, ma per contribuire a costruire una
comunità scolastica che, con i suoi limiti e le sue ricchezze, consenta la migliore formazione
possibile agli studenti.

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