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Linee di indirizzo per la presentazione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventi di educazione alla salute da parte delle scuole di ogni ordine e grado e per lo svolgimento di attività di formazione. DM 463/98

Posted by comitatoscuolabertacchi su 30 ottobre 2009

Direttiva Ministeriale 26 novembre 1998, n. 463

Linee di indirizzo per la presentazione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventi di educazione alla salute da parte delle scuole di ogni ordine e grado e per lo svolgimento di attività di formazione

IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Visti gli artt 104 – 105 – 106 e 127 del DPR n. 309 del 9 ottobre 1990 sulle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza;
Vista la legge 19/7/1991 n. 216 relativa ai minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose;
Visto l’art. 2 della legge n. 496 dell’8 agosto 1994 di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. n. 370 del 10 giugno 1994 recante interventi urgenti in materia di prevenzione e rimozione dei fenomeni di dispersione scolastica;
Vista la circolare ministeriale n. 257 del 9 agosto 1994 per la parte relativa all’indicazione dei criteri per l’avvio di piani operativi integrati interistituzionali;
Viste le circolari ministeriali n. 45 dell’8 febbraio 1995 e n. 325 dell’11 ottobre 1995 relative alle attività di prevenzione, di educazione alla salute e di lotta contro l’insuccesso scolastico;
Visto il protocollo di intesa stipulato tra il ministero della Pubblica Istruzione e l’Unione delle Province d’Italia il 15/12/1995;
Visto il protocollo di intesa stipulato tra il Ministero della Pubblica Istruzione e l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia il 4/4/1996;
Visto il D.P.R. n. 567 del 10 ottobre 1996 che disciplina le iniziative complementari e le attività integrative nelle istituzioni scolastiche;
Vista la direttiva n. 331 del 28 maggio 1997 sulle azioni amministrative di Governo, emanata ai sensi dell’art. 14, comma 1 del Decreto Legislativo n. 29 del 3 febbraio 1993;
Vista la direttiva ministeriale n. 487 del 6 agosto 1997 relativa all’orientamento delle studentesse e degli studenti;
Vista la Legge n. 285 del 28 agosto 1997 recante disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e adolescenza;
Visto il D. Leg.vo n. 112 del 31 marzo 1998 che conferisce funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I° della Legge 15 marzo 1997 n. 59;
Visto il D.M. 29 maggio 1998 n. 251 che autorizza un programma nazionale di sperimentazione che consente alle istituzioni scolastiche di sviluppare gradualmente capacità di autorganizzazione;
Vista la direttiva ministeriale n. 252 del 29 maggio 1998 attuativa della Legge n. 440 del 18 dicembre 1997;
Visto il regolamento sullo statuto delle studentesse e degli studenti emanato con D.P.R. n.249 del 24 giugno 1998;
Visto il D.M. del 5 giugno 1998 del Ministro per gli Affari Sociali, registrato alla Corte dei Conti in data 21 settembre, registro n. 2 foglio n. 400, relativo al finanziamento dei progetti approvati;
Sentito il parere del comitato tecnico scientifico nazionale ai sensi dell’art. 104, commi 3 e 4 del DPR n. 309 del 9 ottobre 1990;
Considerato che la risposta ai bisogni della persona in formazione richiede che vengano raccordati gli interventi di prevenzione del disagio e dell’insuccesso scolastico con quelli della promozione della salute e del benessere anche con riferimento alle problematiche legate all’uso e all’abuso dei farmaci e dei cosiddetti integratori dietetici;
Considerato che la predetta finalità richiede il miglioramento complessivo della qualità dell’offerta formativa ed una integrazione delle risorse e degli interventi sul territorio promossi da Regioni, Enti Locali, soggetti pubblici e privati, associazioni ivi comprese quelle del volontariato;
Considerata la necessità di sostenere, a livello provinciale anche per le scuole non statali, l’attuazione di piani organici ed unitari di intervento, che assumano come fondamentale riferimento la centralità dei bisogni formativi di ciascuno studente e che valorizzino il ruolo sociale della famiglia;
Considerato che il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi fissati dalle disposizioni sopra citate deve avvenire sulla base delle linee di indirizzo determinate a livello nazionale e secondo criteri di trasparenza;

EMANA LA SEGUENTE DIRETTIVA

Art. 1
Ambiti e destinatari

a) Con la presente direttiva si forniscono linee di indirizzo per l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi volti a garantire lo sviluppo delle potenzialità di ogni alunno, la realizzazione del diritto alla piena scolarità e qualità dell’istruzione e della formazione ed il recupero delle situazioni che possono determinare comportamenti a rischio, abbandono precoce e dispersione. Tali interventi, finalizzati in particolare ai temi dell’educazione alla salute, della prevenzione delle tossicodipendenze ed al sostegno agli alunni delle aree maggiormente a rischio e destinati alle scuole di ogni ordine e grado, sono finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento degli Affari Sociali, con il precitato D.M. del 5 giugno 1998, ai sensi del comma 1 dell’art. 127 DPR 309/90.
Gli interventi di cui sopra, pur differenziandosi per modalità operative, strumenti o riferimenti normativi, devono integrarsi, come progetto unitario, nel complessivo piano dell’offerta formativa della scuola e trovare punti di ricaduta nel curricolo scolastico.

b) Per la realizzazione degli interventi oggetto della presente direttiva sono attribuiti ai provveditorati agli studi i finanziamenti tratti sugli appositi capitoli che saranno entro breve istituiti nel bilancio di questo ministero.

Art.2
I programmi e le attività

Le presenti indicazioni si collocano nella nuova dimensione dell’autonomia che, con il D. Leg.vo n. 112/98 individua negli enti locali i soggetti con specifica competenza in ordine all’educazione degli adulti, all’orientamento, al contrasto della dispersione scolastica ed all’educazione alla salute.

Al Ministero spetta l’indicazione delle linee essenziali e dei criteri guida, mentre alle scuole compete la traduzione di tali linee in un progetto educativo e didattico, adeguato alle esigenze locali ed alle risorse disponibili, condiviso con altri soggetti significativi, istituzionali e del privato sociale, presenti sul territorio;

il piano di interventi si articola in programmi e attività dedicate a specifiche e rilevanti questioni per rispondere in modo metodologicamente adeguato ai bisogni della persona in formazione:

1. Studentesse e studenti
2. Centri di informazione e consulenza
3. Famiglia
4. Programma formazione operatori scolastici
5. Monitoraggio delle attività realizzate nella scuola
6. Indagine sulle aree metropolitane per costruire mappe del disagio giovanile
7. Ricerca sullo stato d’attuazione delle educazioni.

Art. 3

La pluralità dei soggetti scolastici esistenti ed operanti a livello istituzionale e provinciale (comitati, gruppi di studio , osservatori) dovranno individuare e concertare coordinate di intervento che consentano di operare in forma sinergica con il nucleo di supporto all’autonomia e di sviluppare una metodologia di rete per la programmazione integrata e unitaria dei rispettivi interventi in ambito locale.

PROGRAMMA STUDENTESSE E STUDENTI

Il programma intende attivare una efficace prevenzione del disagio e della tossicodipendenza attraverso percorsi formativi individualizzati e nuovi modelli di progettazione definiti nel piano dell’offerta formativa, che, favorendo la consapevolezza di sé e la conoscenza del contesto socio-ambientale, sostengano le motivazioni alla crescita, promuovano l’affettività e la relazionalità, valorizzino le diversità.
Pertanto nel complessivo programma d’istituto devono trovare organico collegamento gli interventi di educazione alla salute, quelli volti ad attuare l’orientamento ed il recupero scolastico nonché le iniziative complementari e le attività integrative.
Essi sono tutti finalizzati alla crescita della persona, alla valorizzazione delle esperienze personali, a promuovere l’appartenenza dei giovani alle istituzioni e, soprattutto nella scuola superiore, a sostenere la partecipazione ai processi di cambiamento effettivo della scuola attraverso il potenziamento del ruolo dei comitati, delle consulte provinciali e delle associazioni degli studenti.
La collocazione della promozione della salute negli ambiti curriculari, integrativi e complementari offre specifici contributi ai processi qualitativi dello sviluppo personale ed alla promozione del successo formativo.
La promozione della salute infatti:

a) fornisce valenze preventive ai processi formativi;
b) sostiene la traduzione delle conoscenze, delle competenze e dei crediti formativi acquisiti in stile di vita ed in scelte provvedute, valorizzando le valenze curricolari in termini di progettualità, autostima, scambio, dialogo, regolazione dei conflitti, condivisione costruttiva delle norme, consapevolezza, senso di appartenenza, spirito di accoglienza;
c) può offrire strumenti di rilevazione e lettura delle forme di sofferenza personale che possono strutturarsi, se non acquisiscono risposte adeguate, in abbandoni ed in insuccessi formativi;
d) fornisce ai processi della comunicazione complessa gli elementi di valorizzazione della persona e la include in una relazione di scambio efficace e partecipato;
e) utilizza i processi e gli esiti dell’orientamento e della comunicazione complessa come riscontro dell’efficienza dell’azione preventiva che la caratterizza.

Destinatari:
Studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Impiego delle risorse:
£ 7.942.759.000 destinati alle scuole di ogni ordine e grado

CENTRI DI INFORMAZIONE E CONSULENZA ED INIZIATIVE DI GRUPPI DI ALMENO 20 STUDENTI

Obiettivi:

a) Attivare i CIC in tutte le sedi principali degli istituti secondari superiori e valorizzare le loro funzioni di informazione e consulenza adeguando progressivamente la complementarità di intervento tra operatori della scuola e operatori socio-sanitari ed attivando le più efficaci forme di comunicazione con il territorio.

b) Offrire consulenze e sostenere la ricerca da parte del personale docente e delle famiglie su:
– fattori di rischio e fattori protettivi nella realtà concreta della propria scuola, del proprio ambiente e della famiglia;
– dinamiche psico-sociali, culturali e di gruppo;
– processi comunicativi ed attitudini dei giovani.

c) Sostenere la capacità progettuale di gruppi di almeno 20 studenti, anche con riferimento alle attività complementari ed integrative di cui al DPR n. 567/96 per rafforzare:
– la conoscenza e la considerazione di sé;
– la capacità di fruire delle gratificazioni del quotidiano che si possono trarre dalle relazioni interpersonali;
– l’intelligenza emotiva che consente di finalizzare le emozioni alle competenze sociali, alla comunicazione con gli altri individui, a crescere nell’interazione tra pari;
– l’affettività, nella dimensione della corporeità, della sessualità e dell’unitarietà mente-corpo;
– la polarizzazione dell’aggressività e della progettualità verso impegni concreti e positivi;
– l’autonomia, la responsabilità, la coscienza dei vincoli e dei limiti; – la capacità di distinguere il reale dal virtuale;
– le esperienze che facilitano la comprensione delle diversità umane;
– l’appartenenza alle istituzioni attraverso l’appartenenza alla scuola;
– l’entusiasmo per la cultura ed il sapere come eredità delle generazioni del passato e come terreno per la costruzione del futuro attraverso esperienze concrete di cambiamento della scuola;
– la capacità di stare nella comunicazione con l’acquisizione di strumenti culturali e capacità tecniche che possano facilitare la circolazione delle informazioni.

d) Sostenere il funzionamento del gruppo di redazione nazionale di “studenti on line”.

Destinatari:

Studentesse e studenti della scuola secondaria superiore:
I servizi dei CIC sono fruiti anche dalle famiglie e dal personale scolastico della scuola secondaria superiore e, compatibilmente con le risorse disponibili, anche dalle scuole dell’obbligo.

Impiego delle risorse

£ 4.964.224.000 per:

– istituzione o potenziamento dei CIC
– iniziative autonome di almeno 20 studenti
– servizio di consulenza e collaborazione a “Studenti on line” e materiale di documentazione (£50.000.000)

Punti di interconnessione all’interno di un quadro progettuale unitario:

a) L. n. 216/91 sui minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose
b) L. n. 496/94 sugli interventi in materia di prevenzione e rimozione dei fenomeni di dispersione scolastica
c) L. n. 285/97 sulla promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e per l’adolescenza
d) Direttiva 133 del 3 aprile 1996 e DPR 10 ottobre 1996 n.567.

PROGRAMMA FAMIGLIA: CORSI DI FORMAZIONE

Il programma si rivolge alla famiglia – così come oggi si configura per effetto delle trasformazioni socio-culturali ed in cui uno spazio sempre più ridotto è dedicato alle relazioni interpersonali – per migliorare i rapporti con la scuola, le istituzioni del territorio, le associazioni del volontariato e del privato sociale, al fine di sostenere il processo di autonomia e di sensibilizzazione sociale dei bambini e degli adolescenti e ridurne la vulnerabilità psico-biologica.
Tale finalità esige che sia riconosciuto un carattere di priorità agli interventi di formazione da realizzare nelle aree ad alto rischio formativo.

Elementi che devono caratterizzare i progetti:

a) finalità;
b) obiettivi e forme di intervento che si intendono realizzare per perseguirli;
c) tematiche specifiche;
d) destinatari;
e) eventuali strutture di supporto e di assistenza sia nella fase di progettazione sia in quella di realizzazione;
f) materiali da produrre e modalità per la loro diffusione;
g) modalità di monitoraggio e valutazione;
h) preventivo di spesa.

Destinatari:

Familiari dei bambini e degli adolescenti che frequentano le scuole di ogni ordine e grado.

Impiego delle risorse

£ 2.482.112.000 destinate alle scuole di ogni ordine e grado.
Le spese per ogni corso di formazione non possono superare £ 8.000.000

FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO

Il programma sostiene l’impianto e la strategia di tutto il piano di interventi e dovrà far convergere la varietà e la complessità delle risorse e delle professionalità presenti nel sistema scuola e nel territorio verso l’unicità del progetto educativo centrato sulla persona dello studente.

Obiettivi:

a) sostegno all’azione dei dirigenti scolastici e docenti nell’organizzazione della didattica e dei servizi scolastici, finalizzati alla prevenzione del disagio giovanile, delle tossicodipendenze e della cultura delle sostanze dopanti;
b) formazione dei docenti sulla centralità delle discipline:
– analizzate in termini di valore formativo scandito in competenze e crediti formativi;
– rielaborate in termini di essenzialità;
– assunte come contributo prioritario, di competenza specifica della scuola, al processo di formazione della persona;
c) offerta di strumenti atti a rilevare i fattori di rischio e valorizzare i fattori protettivi esistenti nella realtà concreta della scuola;
d) assunzione e valorizzazione delle strategie di comunicazione del gruppo classe;
e) sviluppo di competenze utili a costruire una rete di collaborazione e scambio tra docenti, famiglie, enti locali ed altre istituzioni, in un’area territoriale a rischio.

Destinatari:

Dirigenti scolastici e/o docenti e personale ATA delle scuole di ogni ordine e grado

Impiego delle risorse:

£ 1.985.690.000 destinate al personale scolastico delle scuole di ogni ordine e grado.
Il costo per ogni corso di formazione in servizio è di £ 8.000.000. Esso è determinato sulla base degli standard stabiliti a livello nazionale.

MONITORAGGIO

L’esigenza di attivare, a livello nazionale, iniziative di monitoraggio sui progetti e sulle attività indicate comporta la necessità di fornire strumenti alle scuole ed agli uffici scolastici per monitorare le attività realizzate ed analizzare i percorsi formativi degli studenti in modo da disporre di elementi di conoscenza sull’efficacia, sull’efficienza e sul grado di integrazione reciproca dei programmi realizzati. Nell’ambito di tale rilevazione rientrano:

a) attività di educazione alla salute e prevenzione delle tossicodipendenze;
b) attività di orientamento;
c) corsi di formazione e aggiornamento;
d) iniziative complementari ed attività integrative;
e) attività di contrasto dell’abbandono scolastico.

INDAGINE SULLE AREE METROPOLITANE

D’intesa con il Dipartimento per gli Affari Sociali e secondo criteri definiti a livello nazionale e concordati con la Conferenza-Stato-Regioni e con la collaborazione degli IRRSAE, degli Uffici scolastici provinciali, degli Enti locali e con le Province interessate sarà realizzata un’indagine per costruire mappe del disagio giovanile nelle aree metropolitane allo scopo di consentire una migliore finalizzazione delle risorse disponibili ed attuare interventi perequativi.

RICERCA

Ricerca sullo stato di attuazione delle “educazioni” (salute, ambiente, stradale, alimentare, legalità…) previste da norme legislative e regolamentari, allo scopo di pervenire ad un riassetto delle medesime nel quadro dei principi costituzionali e di realizzare un valido modello pedagogico per prevenire e contrastare i fenomeni di devianza e coinvolgimento dei giovani nella criminalità organizzata.

Note conclusive

Si richiamano rispettivamente le disposizioni esplicitate nell’ art. 3 (escluso i riferimenti di cui ai commi 1 e 6), nell’art. 4 (escluso i riferimenti di cui al comma 1) e nell’art. 8 (esclusi i riferimenti di cui ai commi 1 e 4) della direttiva 600/96 riguardo agli adempimenti dei Provveditori agli studi, agli adempimenti delle scuole ed alle istruzioni amministrativo-contabili.
In particolare i Provveditori agli studi, entro tre mesi dalla disponibilità delle risorse assegnate, trasmetteranno a questo Ministero-Ispettorato Educazione Fisica e Sportiva – Coordinamento e gestione delle attività per gli studenti – l’elenco delle scuole di ogni ordine e grado e i rispettivi finanziamenti accordati, nonché i criteri di valutazione che hanno informato le scelte del Comitato Tecnico Provinciale.

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